Gli Anunnaki


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Nella mitologia sumerica il termine Anunna, poi reso in akkadico come Anunnaki/Anunnaku, indica l’insieme degli dèi sumeri, e più tardi assiro-babilonesi. Essi erano costituiti in un’assemblea, presieduta da An, dio del cielo. Tale assemblea si componeva dei sette supremi, di cui facevano parte i quattro principali dei creatori (An, Enlil, Enki, Ninhursag), con l’aggiunta di Inanna, Utu e Nanna e di 50 dei minori, detti anche Igigi.

Secondo Zecharia Sitchin gli Anunnaki sarebbero degli alieni provenienti da Nibiru, un pianeta del nostro sistema solare. Secondo questa tesi avrebbero avuto un ruolo importante nella veloce evoluzione della civiltà umana e in particolare di quella sumerica. I signori provenienti da Nibiru, sin dall’antichità, sarebbero scesi sulla Terra per sfruttare le risorse minerarie del nostro pianeta. Quando il pianeta Nibiru giunse nel punto della sua orbita più vicino alla Terra fu inviata una prima spedizione di esseri viventi capeggiata da Enki, un nome che ricorre spesso nella mitologia dei Sumeri. I luoghi scelti furono la Valle del Nilo, la Valle dell’Indo e la Mesopotamia.

Zecharia Sitchin (Baku, 11 luglio 1922 – New York, 9 ottobre 2010) è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. È stato autore di molti libri di divulgazione sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, ed è un sostenitore della “teoria dell’antico astronauta” come spiegazione dell’origine dell’uomo. Egli attribuisce la creazione dell’antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Nefilim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru, un ipotetico 9º pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese.

Sitchin afferma anche che in corrispondenza della fascia principale degli asteroidi del sistema solare si sarebbe trovato anticamente un pianeta che i Sumeri chiamavano Tiamat, che sarebbe previsto dalla Legge di Titius-Bode.

Ancora una volta un mito sumero, l’Enuma Elish, ci permette di comprendere pienamente la conformazione dell’attuale sistema solare. Esso parla di un pianeta, Nibiru, che si affaccia sul sistema solare ogni 3.600 anni circa con un orbita retrograda che, specialmente durante le fasi di formazione del sistema solare, lo ha portato a scontrarsi con Tiamat, un pianeta localizzato tra Marte e Giove, distruggendolo, creando la fascia degli asteroidi e proiettando la Terra e la Luna nella loro attuale posizione.

Certo pensare a un pianeta il cui periodo orbitale è di 3.600 anni circa può essere per il lettore oggetto di profondo scetticismo; ma forse non sapete che la NASA ha certificato l’esistenza di diversi pianeti transnettuniani tra cui uno in particolare, chiamato Sedna, il cui periodo orbitale, calcolato e dimostrato secondo le leggi fisiche newtoniane che regolano i moti dei pianeti, è pari a 12.000 anni. Questo per noi consente la possibilità che esista un pianeta, non ancora osservato, con un periodo orbitale come quello di Nibiru, che in realtà secondo i sumeri è addirittura inferiore a quello di Sedna.

Tratto da Wikipedia: “…90377 Sedna è un oggetto trans-nettuniano di grandi dimensioni che orbita attorno al Sole su di un’orbita particolarmente eccentrica, che lo porta ad avvicinarsi al sistema solare esterno in prossimità del perielio, e ad allontanarsi fino ad oltre 5 giorni luce (975 UA)…”

La presenza di corpi come Sedna pone un interrogativo nella comunità astronomica mondiale: come giustificare l’esistenza di questi corpi celesti con orbite così profondamente ellittiche? La comunità astronomica è divisa, ma diversi astronomi controcorrente hanno ipotizzato l’esistenza di una stella nana bruna spenta chiamata Nemesis, a circa 300-400 UA dal Sole attorno alla quale orbitano alcuni pianeti, alcuni dei quali, i più esterni, sono stati catturati dal campo gravitazionale del Sole, maggiore di quello Nemesiano, su un orbita che abbraccia entrambi i sistemi.

L’orbita di Nemesis e di Nibiru secondo la TOE
L’idea di un sistema solare binario avanzata dal Progetto Atlanticus viene approfondita negli studi di Andy Lloyd, intervistato per questo motivo dal Progetto Camelot.

Le teorie di Sitchin andrebbero secondo alcuni nella categoria del creazionismo non-religioso, ma lo stesso Sitchin riporta nei suoi testi nozioni di evoluzione teistica, sebbene egli sostenga che l’uomo sarebbe a suo dire frutto di esperimenti di ibridazione genetica con specie terrestri condotti da alieni. Analoghe posizioni sono state espresse successivamente da Immanuel Velikovsky, Erich von Däniken, Alan F. Alford e Laurence Gardner.

Riprendiamo allora quanto sostenuto da Sitchin nelle sue “Cronache terrestri”, una serie di volumi riguardanti la storia dell’umanità in un tempo che per comodità definiremo pre-diluviano e che abbraccia un arco temporale che va da 400.000 anni fa a 100.000 anni fa, momento in cui le teorie promulgate dal Progetto Atlanticus e quelle di Sitchin cominciano a divergere.

Secondo la TOE del Progetto Atlanticus, riprendendo gli studi di Sitchin, 500.000 anni fa Alalu, il nono sovrano degli Annunaki, una razza di extraterrestri popolanti il pianeta Nibiru e caratterizzati da cicli vitali quasi eterni dal punto di vista umano, viene deposto da Anu e costretto all’esilio sulla Terra; qui Alalu scopre circa 450.000 anni fa grossi giacimenti di oro e altri minerari utili all’industria Annunaka. Anu invia allora uno dei suoi due figli, Enki, sulla Terra per promuovere la cosiddetta “Missione Terra” che consiste nello sfruttamento delle risorse naturali presenti sul pianeta. Enki arriva sulla Terra 445.000 anni fa, durante la glaciazione di Mindel, al seguito di un gruppo di Annunaki e fonda Eridu per lo sfruttamento di queste risorse nel medio-oriente.

430.000 anni fa la glaciazione di Mindel finisce, il clima si fa più mite e vengono inviati altri Annunaki tra cui Ninharsag, sorellastra di Enki e capo ufficiale medico; iniziano le costruzioni degli insediamenti funzionali alla “Missione Terra” in Mesopotamia. Poiché però la produzione dell’oro scarseggiava, Anu decise di fare visita alla “Missione” con il suo primogenito Enlil e venne deciso di ampliare la missione allo sfruttamento del continente africano oltre che in medio-oriente; a Enlil viene assegnato il comando supremo della missione mentre Enki viene subordinato a Enlil e assume il comando degli scavi in Africa. Questo avviene circa 416.000 anni fa.

Intorno a 400.000 anni fa si conclude la costruzione dei primi sette insediamenti funzionali in mesopotamia: il porto spaziale (Sippar) che verrà sostituito successivamente dal più efficiente Baalbek, il centro controllo missione (Nippur), un centro metallurgico (Bad-Tibira) e un centro medico (Shuruppak) oltre che a Eridu, la prima città e all’Eden, i campi agricoli che forniscono sostentamento alla popolazione Annunaka.

Dopo 40 periodi, ossia 144.000 anni (1 periodo = 1 shar = 3.600 anni) di fatiche, così come narrato nell’epopea di Athrasis, Enki si trova a dover gestire l’ammutinamento dei lavoratori Annunaki nelle miniere dell’Abzu (Africa) ed è proprio lui insieme alla sorellastra Ninmah (Ninharsag) a decidere per l’ibridazione di DNA Annunako con l’homo erectus al fine di ottenere una nuova razza da potere utilizzare come sostituto lavoratore nelle miniere, liberando così dall’impegno lavorativo gli Annunaki. Coerentemente con quanto narrato dall’epopea di Athrasis e con quanto descritto dalla scienza ufficiale l’homo sapiens compare infatti proprio circa 300.000 anni fa in Africa, ossia esattamente 144.000 anni dopo l’arrivo degli Annunaki. Enlil inoltre considera utile condurre alcuni di questi Homo Sapiens in Eden per farli lavorare nei campi e fornire cibo agli Annunaki. Si osservi come in questo momento l’Homo Sapiens, in quanto ibrido, non è in grado di procreare.

Fermiamoci un momento, qualcuno certamente potrà obiettare dicendo che non ci sono prove alcune a supporto di questa incredibile teoria; allora ve ne voglio citare alcune:

  1. Sono state trovate rovine risalenti a più di 100.000 anni fa in Mozambico a ovest di Maputo e in Zimbabwe le cui dimensioni fanno pensare a metropoli popolate da circa 200.000 persone che noi nella TOE identifichiamo come le metropoli Annunake nell’Abzu costruite nei pressi delle miniere d’oro africane dove fare lavorare i primi esseri umani Sapiens;
  2. Gli Annunaki vengono descritti come giganti nei miti dei nostri antenati; nella Bibbia in “Numeri 13,33 e Deuteronomio 9,2 addirittura si citano i figli di Anak, della razza dei giganti. Ritrovamenti di ossa di giganti sono stati trovati in diverse parti del globo;
  3. come rispondere alla domanda: chi e come ha potuto movimentare le enormi lastre di granito di Baalbek in Libano, le cui più pesanti pesano 900 tonnellate l’una e che messe una accanto all’altra costituiscono una base perfettamente piatta, tipo una base di lancio per missili? Vedasi a tal proposito quanto narrato nell’epopea di Gilgamesh che nella terra dei cedri (l’attuale Libano) descrive un vero e proprio lancio di un razzo come lo descriverebbe oggi un bambino dinanzi al lancio del razzo vettore degli Shuttle.

Dimensioni delle lastre di Baalbek (Libano)

Nei suoi volumi Sitchin sostiene che gli Annunaki siano originari di Nibiru, il che comporta l’ipotesi di uno sviluppo evolutivo da compiersi su un pianeta il cui percorso orbitale non è certo dei più consoni al sostentamento di forme di vita. Non approfondendo le origini Annunake è molto difficile ipotizzare che un corpo celeste che per migliaia di anni viaggia nello spazio siderale, lontano dalle fonti di calore o energia rappresentate dal Sole e/o da Nemesis e di conseguenza senza acqua allo stato liquido, possa sostenere la vita, seppur considerando la capacità del nucleo nibiriano di produrre abbastanza calore.

Questo è diverso se ipotizziamo che Nibiru sia stato colonizzato dagli Annunaki quando questi avessero già un grado tecnologico sufficiente da costituire sullo stesso delle colonie autosufficienti ed autosostenibili, utilizzando il pianeta come una sorta di astronave generazionale tra i due sistemi stellari. Questa visione, inesplorata da Sitchin, permette di conciliare l’esistenza di una civiltà aliena, quale gli Annunaki simili a noi, e di conseguenza con una base biologica a carbonio cui necessita acqua allo stato liquido, sorta su un pianeta simile alla Terra con temperatura e orbita stabile e posizionata nella biosfera del sistema Nemesiano.

La civilità Annunaka si siviluppò a partire da milioni di anni fa sul pianeta Annunakia, un pianeta orbitante attorno alla nana bruna Nemesis orbitante a sua volta a 300-400 UA dal Sole. A partire da 10 milioni di anni fa gli Annunaki iniziano a esplorare i pianeti orbitanti attorno a Nemesis colonizzando quelli adatti alla vita e sfruttando le risorse degli altri.

Con lo sfruttamento dei pianeti più esterni, Nibiru già 600.000 anni fa, Sedna ed Hercobulus a partire da 200.000 anni fa, gli Annunaki sono in grado di raggiungere il sistema solare sfruttando le orbite di questi pianeti comuni ai due sistemi stellari utilizzando gli stessi come “Astronavi generazionali” anche se in realtà, in virtù del ciclo di vita Annunako di milioni di anni, non si configura un livello generazionale nella durata del viaggio interstellare. Al tempo stesso, per consentire il sostentamento della vita su Nibiru, gli Annunaki hanno bisogno di risorse naturali quali oro, uranio e altri minerali presenti sulla terra, oltre che del prezioso elio-3 di cui discuteremo in seguito.

Ciò spiega il motivo di tanta importanza riconosciuta all’oro da parte di Anu, dopo che il deposto Alalu lo trova sulla Terra in grande quantità. Ciò spiega anche il perché della devozione da parte dei nostri antichi antenati umani nei confronti dell’oro che in realtà doveva apparire del tutto inutile a loro non avendo quegli scopi pratici che invece sono tipici di società più avanzate. Basti pensare all’utilizzo dell’oro nei circuiti integrati dell’industria elettronica odierna. I popoli antichi consideravano importante l’oro poiché essi lo collegavano agli dei e possedere oro era per loro motivo di vanto perché permetteva loro di assomigliare agli dei ed esercitare il potere che ciò conferiva loro per governare le proprie genti. Pensiamo ai sovrani egizi, sumeri, ai templi antichi o ai Maya oltre oceano. Si ricoprivano di monili d’oro. A che scopo essendo l’oro un materiale perfettamente inutile? Da dove traeva l’importanza che i popoli antichi attribuivano ad esso?

Semplicemente la sua raccolta era uno degli scopi principali della Missione Terra Annunaka e ciò è rimasto come retaggio nelle prime civiltà umane.

Torniamo al problema della gestione del genere umano da parte Enkilita ed Enlilita. Se è vero che Enki e i suoi scienziati e seguaci hanno risolto forse il più grave problema che stava per compromettere l’intera missione è altresì vero che l’inserimento della nuova specie animale (homo sapiens) nell’ecosistema terrestre circa 300.000 anni fa comportava tutta una serie di nuove problematiche di gestione degli stessi.

A seconda della strategia politica adottata e perseguita nei confronti del genere umano si distinguono le seguenti fazioni tra gli Annunaki: gli Enkiliti (seguaci di Enki) principalmente scienziati, coordinatori delle attività delle missioni quali genetisti, architetti, fisici, chimici, genetisti, ingegneri, simboleggiati dal caduceo dove possiamo distinguere il cerchio alato simboleggiante Nibiru accompagnato dalla doppia elica del DNA idealizzato da due serpenti, attraverso il quale è stato creato l’homo sapiens. Il simbolo del caduceo è utilizzato ancora oggi in ambito scientifico in particolare in medicina.

Il Caduceo, simbolo Enkilita (si notino i serpenti avvinghiati come il DNA)
Sull’altro fronte abbiamo gli Enliliti (seguaci di Enlil), appartenenti alla famiglia reale, principalmente soldati, generali, preposti al controllo delle attività della missione e a garanzia del raggiungimento degli obiettivi del governo Annunako presieduto da Anu.

Il cerchio alato, simbolo della famiglia reale Anunnaka presieduta da Enlil

Vi erano nella missione terra anche gli Igigi, ovvero gli Annunaki preposti al lavoro in miniera, nelle fabbriche o nei campi agricoli. Gli Igigi sono anche i preposti agli spazioporti di Nazca, Baalbek, Isola di Pasqua e alle basi spaziali di Luna e Marte. In particolar modo da Marte, approfittando della ridotta gravità, partivano i razzi diretti verso Nibiru.

Dopo la creazione dell’Uomo i lavori più pesanti vengono assegnati a quest’ultimo consentendo agli Igigi di concentrarsi sulle mansioni con maggiore valore aggiunto ottenendo così maggiore efficienza ed efficacia nel conseguimento degli obiettivi della Missione Terra Annunaka. Gli Igigi allora si dividono tra Enkiliti ed Enliliti in egual misura a seconda della loro personale visione politica.

Abbiamo già detto che il dualismo tra Enkiliti ed Enliliti si accentua nel momento in cui gli Enkiliti, contravvenendo al volere di Enlil il quale rimaneva comunque il capo di tutta la missione e vicario di Anu, suo padre, sulla Terra, conferiscono all’uomo la capacità di procreare, fatto impossibile per le specie ibride. Ciò fu fatto per il semplice motivo che in questo modo si potevano ottenere numerosi nuovi lavoratori naturalmente, senza dover continuare al ricorso all’ingegneria genetica, costosa e poco efficiente. Rappresentava anche una necessità, considerando il ridotto ciclo vitale dei Sapiens contemperato da un alto tasso di fertilità riproduttiva.

Abbiamo visto anche come questo corrisponda all’evento biblico narrato nella cacciata dell’Eden, cronologicamente fissato a 200.000 anni fa secondo la TOE.

Enlil e i suoi soldati percepivano invece una serie di grossi rischi che portarono alla cacciata dell’Uomo dai campi di Eden:

  • la possibilità che Enki costituisse un esercito di Sapiens antagonista agli Enliliti per prendere il potere;
  • l’incapacità dei sapiens di autogestirsi e il pericolo che questo comportava per il pianeta e le sue risorse (è importante notare come la Terra essendo un pianeta particolarmente adatto alla vita, viene tenuto in grande considerazione dagli Annunaki e non solo, come avremo modo di vedere nel proseguio del volume);
  • la possibilità che i Sapiens, aumentati di numero possano un giorno ribellarsi al potere Annunako.

Gli Enkiliti dal canto loro ritengono invece che gli uomini, se debitamente istruiti, possano invece diventare una risorsa importante per gli Annunaki e auspicano un futuro nel quale saranno proprio gli uomini a governare il pianeta in armonia con la natura e il proprio spirito sfruttando quelle capacità cerebrali insite nel DNA ibrido Homo-Annunaki. Certamente questo percorso prevede una ‘guida’ evolutiva di lungo periodo (decine di migliaia di anni) che però gli Annunaki Enkiliti desiderano voler percorrere.

Il retaggio della spiritualità Enkilita necessaria a uno sviluppo sostenibile del genere umano in armonia con le risorse e le capacità del pianeta terra è riscontrabile nelle tradizioni mistiche e spirituali di alcune culture misteriche e correnti esoteriche attuali (new age, nativi americani, tradizioni orientali,…)

Lo scontro tra le due fazioni e la rottura definitiva avviene verso la fine della missione Annunaka quando elementi Enkiliti si uniscono fisicamente accoppiandosi con elementi Sapiens generando quelli che la tradizione biblica e cabalistica ebraica definisce come Nephilim, Giganti, Figli di Anak, ovvero i semi-dei, uomini famosi (così come la Bibbia stessa li descrive) che verranno utilizzati dagli Enkiliti per guidare l’evoluzione del genere umano trasferendo ad essi determinate conoscenze descritte nei miti di Lucifero, Prometeo e in generale di tutti quegli dei o semi-dei che portano luce (o fuoco) all’uomo conferendogli determinate particolari conoscenze.

Gli Enliliti non possono accettare ciò, ma non fanno in tempo a procedere altrimenti, poiché la morte di Anu e il concomitante passaggio di Nibiru mettono fine alla missione Annunaka circa 100.000 anni fa. Enlil, come erede al trono deve tornare in patria nel sistema di Nemesis traghettato da Nibiru, il cui ingresso nel sistema solare e gli effetti turbativi sulla Terra provocano l’inizio della glaciazione di Wurm con il conseguente notevole abbassamento del livello del mare.

Enki allora, approfittando della situazione, nonostante la decisione di Enlil di dichiarare conclusa la Missione e di ricondurre tutti gli Annunaki verso Nemesis, decide di rimanere sulla Terra avviando il suo sogno di condurre l’uomo a un livello evolutivo pari a quello dei creatori Annunaki. Enlil è contrario ma non può scatenare una guerra contro il fratello in una situazione particolare come quella che il popolo Annunako sta vivendo dopo la morte del sovrano Anu e pertanto concede a Enki questa libertà lasciando sul pianeta un avamposto con il compito di controllare l’operato di Enki, gli Igigi; quegli stessi Igigi celebrati dai Mohai sull’isola di Pasqua.

Questo dualismo, chiaro nelle religioni sumero-assiro-babilonesi, viene decisamente meno nella tradizione giudaico-cristiana, condizionata dalla cattività babilonese.

La permanenza di Enki e della sua fazione a partire da 100.000 anni fa darà il via a ciò che i miti ricordano come l’età dell’oro… ma questa è un’altra storia…

Una narrazione affascinante, quella costruita a partire dalle ipotesi del Sitchin, il quale ci ha permesso di presentare incredibili e potenti spunti di riflessione, ma fortemente viziata dai preuspposti della “Teoria degli Antichi Astronauti” che Sitchin stesso contribuì a realizzare.

Una teoria la quale, grazie alle indagini portate avanti dal Progetto Atlanticus in un continuo percorso di studio e ricerca, viene superata, o più precisamente integrata dai seguenti dossier che introducono la teoria della “Out of Atlantis” a integrazione della “Out of Africa I e II” contemplando la figura del Neanderthal e correlandolo al mito e a certi passi biblici facenti riferimento ai Giganti.